Muore medico tornato dalla pensione per combattere il coronavirus

In pensione da ormai quattro anni, era tornato in corsia per aiutare i colleghi nell’emergenza coronavirus: così ha sacrificato la sua vita per i malati. È la storia del dottor Gino Fasoli, deceduto a 73 anni presso l’Istituto clinico San Rocco a Ome, vicino Brescia, il 14 marzo. A riportare per primo la storia del medico è stato il quotidiano Il Piccolo.

Residente a Passirano e per molti anni medico di famiglia a Cazzago San Martino, dopo aver lavorato al pronto soccorso di Bornato, era noto in tutta la Franciacorta per le sue qualità professionali e umane. Andato in pensione si era impegnato nel volontariato con il trasporto ammalati a Lourdes e con il sostegno a Emergency in Africa. Appassionato di montagna, viene descritto da colleghi e amici come una persona dal cuore buono e sempre disponibile. Tanto che recentemente non si era tirato indietro dal dare una mano agli operatori sanitari per l’emergenza coronavirus.

Non sposato, una gioventù passata vestendo la tonaca francescana lasciata per laurearsi in medicina. Come riporta oggi il Corriere, quando si è trattato di rispondere all’appello dei colleghi impegnati a contrastare il Covid-19, il dottor Fasoli non si è tirato indietro.

“Gino, puoi darci una mano? Gli ambulatori sono sguarniti perché tanti di noi sono andati in ospedale a dare un mano ai colleghi in prima linea o perché si sono ammalati. Ma i pazienti hanno bisogno di qualcuno che li ascolti. Puoi farlo tu?…”. Quando gli hanno chiesto di rimettere il camice bianco non ha esitato un istante.

Leggi l’articolo originale su Huffington Post